condizione d ascolto
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Mettersi in condizione d’ascolto

Quante volte ti sei sentita come un piccolo criceto che gira all’impazzata nella sua ruota? Hai mai pensato di metterti in condizione d’ascolto? Saper ascoltare è un’arte si, ma ancor di più è un atteggiamento da mettere in pratica per la propria sopravvivenza. Siamo nell’era della Digital Economy, siamo tutti Social Obsessed e a mio parere pensiamo poco al valore di ogni singolo essere umano ma, questo è un altro discorso.

 

Corriamo, lavoriamo, facciamo infiniti sport e cerchiamo affermazioni professionali e private dagli altri.

Suvvia Laura, ascoltati! Guardati! Fermati! … non sei un criceto, non sei in una ruota che non si vuole fermare. Puoi scegliere.

Puoi prendere consapevolezza di te stessa.

 

Mettersi in condizione d’ascolto: cosa ho imparato da questo atteggiamento

Non più tardi di qualche settimana fa, mentre riflettevo su come evolvere come persona e soprattutto professionalmente, una persona mi ha fermato.

Ha fermato i miei processi mentali, le mie paure e distrutto un paio di miei schemi mentali. Mi ha indirizzato verso una nuova prospettiva. Nuova a me, in quanto negli ultimi due anni non l’avevo ancora messa in pratica.

Come on Laura. Please put yourself in listening mode.

 

Inizialmente lo ammetto, pensavo mi stesse prendendo in giro. Io sto parlando seriamente e qui ora si parla ancora di filosofia e uffffff pensavo “voglio dei risultati tangibili e concreti velocemente” non ho altri 2 anni da investire. Sono nel qui ed ora e … ora non ho quello che voglio.

 

E’ stata una lunga chiacchierata, di quasi un’ora e mezza. Non serve ascoltare solo noi stessi, serve ascoltare anche gli altri.

Mindfulness, ne hai mai sentito parlare?

Ogni persona che incontriamo prendere qualcosa da noi, ha un percepito di quello che siamo. Non sempre questo percepito parla in modo chiaro di noi, forse anche solo un gesto, o il tono di voce possono talvolta farci sembrare o apparire quello che non siamo.

 

Non c’è una seconda occasione per fare una buona prima impressione.

 

Listening mode ON: esercizio

Ammesso e non concesso che non abbiamo scoperto l’acqua calda, ho però apprezzato il confronto e lo sforzo che questa persona ha messo per supportarmi. Per spronarmi.

Per farmi toccare il mio cuore. Ricomincio nuovamente da me.

A tal proposito mi ha consigliato un esercizio che voglio condividere con te, composto da pochi semplici passaggi; io lavoro vero è costante.

 

  • prendi un piccolo quaderno o block notes
  • su una pagina annota alcune delle tue qualità, caratteristiche, quelle che pensi gli altri percepiscano
  • identifica tre o più persone a cui sei disposto a chiedere cosa pensano di te, cosa vedono in te
  • METTITI IN CONDIZIONE DI ASCOLTO e su una pagina nuova annota quello che ti dicono SENZA replicare
  • metti a confronto tutte le informazioni che hai, la tua pagina, quella che hai ascoltato e su un terzo foglio indica il GAP
  • inizia a lavorare sul GAP al fine di trasmettere al meglio la persona che sei

 

Ti diranno “sei brava, solare, sai fare bene il tuo lavoro, MA … bla bla bla”

Mettiti in condizione d’ascolto e … dovrai lavorare su tutto quello che avranno indicato dopo il MA.

 

ascoltare

 

Mettersi in condizione d’ascolto: conclusione

Essere se stessi è il primo passo, lavorare sodo è il secondo, il terzo qual è?

Dove vuoi arrivare? Chi vuoi essere, cosa vuoi essere.

Sei felice di chi sei e degli obiettivi che hai raggiunto?

Se sai chi vuoi essere e dove vuoi andare è importante avere un path da seguire, diversamente …

 

Un giorno Alice arrivò a un bivio sulla strada e vide lo Stregatto sull’albero.

“Che strada devo prendere?” chiese.

La risposta fu una domanda:

“Dove vuoi andare?”

“Non lo so”, rispose Alice.

“Allora, – disse lo Stregatto – non ha importanza.” – Lewis Carroll

 

Ho ringraziato la persona che mi ha condotto fino a qui, sono grata per il tempo che mi ha dedicato a tal punto che ho scelto di condividere quanto sto facendo ora, … per migliorare sempre. Ognuno di noi può migliorare questo mondo ed allora perché limitarsi?

Laura

Laura

Donna, mamma, moglie, semplicemente me stessa!
Sogno, penso, rifletto, salto nelle pozzanghere e tra le nuvole, vivendo d'emozioni. Tra tecnologia, famiglia e social sharing assaporo ogni emozione, sempre!

2 Comments

  1. Avatar
    Alessandra says:

    Conosco di nome e non di fatto il Mindfullness se non che una volta non tanto tempo fa con le colleghe ed è emerso che quando c’e dell’interesse professionale
    Tutto ciò che arriva dopo il
    Ma non è completamente sincero e disinteressato. Il risultato è che ti trovi a lavorare su te stessa in realtà sfalsata. Invece io che mi sono
    Sempre comportata con gli altri come voglio che gli altri si comportino con me e l’ho sempre presa in quel posto adesso me ne disinteresso e ho iniziato da poco a pensare più a me stessa piuttosto che a quel che gli altri pensano di me. Vedremo cosa succederà!

    1. Laura

      Grazie Alessandra per aver condiviso la tua esperienza ed il tuo nuovo approccio alla vita. Io come sai, non ho la soluzione tra le mani. Anche io proprio come te, mi metto spesso (forse troppo) in discussione. Anche io mi sono sempre comportata con gli altri come vorrei gli altri si comportassero con me, forse proprio nessuno meglio di te lo sa 🙂 cara amica del mio cuore. Forse la soluzione non esiste nemmeno ma, sicuramente ognuno di noi può trovare il corretto equilibrio per vivere serenamente e non lasciarsi ferire dagli altri o peggio ancora senza farsi abbattere dalle frustrazioni per ciò che forse non si riesce ad ottenere. … Concludo come spesso dico, per me sono pensieri ad alta voce ma … quanto è difficile lavorare su se stessi! Un abbraccio

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