Oggi ospito sul blog un uomo! Già il primo vero blog post scritto da un uomo direttamente su MySerendipity! Una mia foto postata su facebook, interessi comuni, genuinità, una buona dose di “serendipità” e un brainstorming che ha dato vita a questo articolo. C’è un motivo molto speciale se ho lasciato spazio ad un uomo ora sul mio blog,

uno spazio a cui tengo molto, e soprattutto per un argomento che è il mio stile di vita.

Serviva una chiave maschile a traslare ciò che io vivo e inconsapevolmente lascio come traccia ovunque.

Emozioni? Si tante.

Vincenzo, che conoscerai tra le righe a seguire, ha documentato in modo minuzioso la serendipità. Questa parola magica che inonda, contamina, nutre la mia vita, … nel bene e nel male.

Ciò che oggi è un blog, è in realtà il mio modo di essere, è in realtà  Serendipity Innovation che sta nascendo. Questo accade tra le persone, in team, nelle aziende; molte persone la stanno scoprendo solo ora ma, in realtà è qualcosa di più profondo, di primordiale.

 

Ora ti lascio tra le righe di Vincenzo, sono sicura che leggerai anche tu questo articolo tutto d’un fiato e che … ti servirà qualche giorno per metabolizzare tutto, per approfondire, per rileggere e soprattutto per scoprire che dentro di te, cè questo bisogno ancestrale di … emozioni.

Non scordarti mai della tua unicità, perchè è quella che ti dona chiavi di lettura differenti.

 

Una parola magica. Un “abracadabra” che insieme ha il potere di stupire, di parlare di tempi e luoghi lontani ed esotici, di innovazione e creatività che tutto plasma e tutto trasforma: Serendipity.

serendipita

 

Serendipità: cos’hanno in comune questo blog, le Pringles, i Post-it e il Viagra?

Una parola magica.

Un “abracadabra” che insieme ha il potere di stupire, di parlare di tempi e luoghi lontani ed esotici, di innovazione e creatività che tutto plasma e tutto trasforma: serendipità.

Procediamo con ordine.

La parola. L’etimologia di Serendipity è abbastanza chiara a tutte le fonti: Serendip è il nome sanscrito dell’isola di Ceylon, così come veniva chiamato lo Srilanka ai tempi di Sir. Horace Walpole, che nel 1754, narra in “Travels and Adventures of Serendipity”, la storia di tre principi, figli di Jafer Re di Serendip, appunto. In realtà Walpole traduce dal francese una storia in origine scritta in Italiano che aveva già quasi duecento anni: nel 1557, infatti, Cristoforo Armeno racconta questa storia intitolandola “Peregrinaggio di tre giovani figliuoli del re di Serendippo”. In pratica la Serendipity, anche se col nome di Serendipità è un’invenzione tutta italiana, come ci raccontava nell’incipit di “Serendipità, Istruzioni per l’uso” lo scrittore Massimo Mongai.

 

Tutte le versioni della storia sono concordanti su di un fatto: in quell’Isola a sud-est dell’India, quei Principi erano così sagaci, astuti e saggi, tanto da trovare sempre soluzioni originali ed innovative ad enigmi che le ingarbugliate giornate singalesi ponevano loro davanti.
Erano un misto fra i fratelli intelligenti di Sherlock Holmes e quello che doveva essere stato il Guglielmo da Baskerville, che nel “Nome della Rosa” risolve, ragionando ad alta voce con Adso, ogni più fitto mistero partorito dalla fervida mente di Umberto Eco, che sull’argomento scrisse pure un saggio (qui disponibile in inglese).

Il caso, forse, c’entra poco allora. O meglio, c’entra, ma non basta.

 

Occorre una vera e propria attitudine per farsi stupire dagli eventi che il caso, o chi per lui, ci pone davanti, traendone così risultati inaspettati.

 

Ok fin qui, tutto molto bello. Molto ispirazionale come tema: bisogna essere aperti ai suggerimenti del caso. Quindi, alla fine è tutta una questione di “atteggiamento” positivo e ricettivo cui ci si approccia alle cose della vita.

Dalla mela di Newton, alla casuale scoperta delle Americhe scambiate per “Indie” di Colombo, nella scienza e nella medicina i casi di serendipity sono innumerevoli: antibiotici, raggi X, microonde, LSD, Viagra (il cui successo è dovuto ad un inatteso, quanto apprezzato, effetto collaterale nella sperimentazione di un farmaco cardiaco)…

 

serendipity innovation

 

 

La Serendipità però può diventare anche mito: come per l’invenzione del pap test.

In questo caso, a frenare gli entusiasmi ci pensa però il CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze), che in questo articolo ci rassicura essere solo una leggenda.

Già, mito e leggenda. Perchè se è vera la storia ufficiale dei Post-it, altre manifestazioni di Serendipity, come quella che attribuisce alla struttura multistrato dei fazzoletti Scottex l’aver ispirato la medesima struttura nelle Pringles, spesso sono il nucleo di una vera e propria operazione di storytelling aziendale.

In Italia, ad esempio, abbiamo la meravigliosa storia del Bacio Perugina, cosparsa qua e là di Serendipità (e amore clandestino).

 

innovazione

Serendipità e Innovazione vanno da sempre a braccetto

La letteratura manageriale, non solo quella da Autogrill, ma anche e soprattutto quella universitaria sia  americana che britannica, se n’è sempre occupata.

 

Sì, perché la Serendipità è un’attitudine, un’abilità, e come tale può essere sviluppata, favorita e incoraggiata, sia in ambito aziendale che a livello personale.

 

La libera circolazione di idee e delle buone pratiche fra tutti i dipendenti (a qualsiasi livello) di una stessa azienda, gruppo di lavoro, start-up, o perchè no, anche fra amici e in famiglia è un ottimo inizio,

Ma non basta:

  • frequentare spazi inesplorati, inusuali è decontestualizzati dal nostro territorio professionale, sia virtuale che reale;
  • parlare con colleghi con cui non si hanno rapporti diretti;
  • conoscere gente nuova e interessante anche nella sfera privata;
  • contaminare i propri pregiudizi, confrontandosi empaticamente con gli altri;
  • alimentare curiosità ed entusiasmo per tutto quello che il “caso” ci pone davanti;

questa è la via per scoprire quella emozione, un misto fra stupore e soddisfazione euforica, che solo la serendipità riesce a far provare.

 

Alla fine, siamo immersi nella Serendipity. Riuscite a vederla?

 

Per approfondire ecco qualche link:

Serendipity, creatività, curiosità e fortuna

Engineering Serendipity

The structure of serendipity

Top 10 Lessons on the new Business Innovation

Grazie Vincenzo perchè, sei riuscito a traslare il concetto del mio blog in qualcosa che tu, avevi identificato e metabolizzato già prima di me. Ricordo sempre con il sorriso la nostra prima chat e il nostro primo pranzo insieme, dove … con entusiasmo e stupore parlavamo di emozioni e appunto di questo articolo che, è stato in sordina per un po’. Dovevo metabolizzarlo io probabilmente o forse come si fa spesso con le cose belle, le si custodisce preziosamente nel proprio cuore ma, oggi liberiamo questo post che lascerà spunti di riflessione e sorrisi a chiunque abbia voglia di interiorizzare questi concetti. A chiunque voglia scoprire la Serendipity Innovation.

 

 

myserendipity innovation

Chi è Vincenzo?

Vince Cammarata | fosphoro

Palermitano – since 1978 – trapiantato in Svizzera, esercita la propria obliquità a Locarno, Lugano, Milano, Pavia, Palermo e ovunque ci sia qualcosa da raccontare. È stato, e in parte lo è ancora, in ordine di apparizione: graphic designer, esperto di comunicazione corporate, responsabile di ufficio stampa e marketing di una compagnia aerea, fotogiornalista e “videoteller”.

Adesso anche “serendipista”.

Anzi, forse da sempre.

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Laura
Donna, mamma, moglie, semplicemente me stessa! Sogno, penso, rifletto, salto nelle pozzanghere e tra le nuvole, vivendo d'emozioni. Tra tecnologia, famiglia e social sharing assaporo ogni emozione, sempre!

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