Questo articolo nasce dalla mia condivisione di un articolo di Ninja Marketing sul mio profilo facebook. Complici: il titolo accattivante, il contenuto, il mio network variegato e ovviamente la Digital Transformation. Un ping pong di opinioni ed un mix di like ed emoticon. Ho così deciso di porre la stessa domanda a 3 donne, … se leggi fino alla fine puoi trovare anche la mia opinione …

Il tutto nasce da questo titolo:

 

gamification

 

L’articolo è davvero accattivante ed offre svariati punti di riflessione.

Successivamente ci siamo addentrate in un altro pezzo altrettanto audace:  L’era della convivenza tra uomo e macchina.

Abbiamo approfondito il tema attraverso questo altro pezzo: Dalla D di Digital alla H di Humanities

Come puoi vedere, la tematica ci appassiona, ci siamo addentrate in punta di piedi in ciò che è la nostra quotidianità, già perché la Digital Transformation non è il futuro ma l’attuale presente in corsa.

Digital Transformation: tra uomo e robot, qual è il tuo pensiero?

Questa la domanda che ho posto a 3 donne che ti presento con estremo piacere e ti invito a seguirle attraverso i loro blog e canali social, sono frizzanti e determinate ma … lascio dire a te l’ultima parola

digital transformation

 

 

 

Alcune delle loro caratteristiche:

 

  • professioniste in ambito digital
  • determinate
  • imprenditrici
  • appassionate di …

 

 

mirna pacchetti

Mirna Pacchetti – CEO di Intribe, startup innovativa e società benefit che realizza indagini di mercato qualitative e quantitative utilizzando strumenti innovativi: APP, big data e social network; speaker a convegni e eventi dedicati all’innovazione; fondatrice del blog www.businessmum.it.

 

Il mondo sta cambiando. E questo ci fa paura, perché in un momento di difficoltà e di faticosa ripresa occupazionale temiamo di essere sostituiti dalle macchine.

Senza rendercene conto, ci trasformiamo in Don Chisciotte, convinti che quei mulini a vento che vediamo non siano degli utili strumenti per migliorare il nostro lavoro, ma temibili giganti che ci distruggeranno.

Secondo l’indagine Le Professioni del Futuro 2017, realizzata da InTribe, nei prossimi 5-7 anni, i lavori che potranno essere totalmente sostituiti dalle macchine sono ancora pochi e solitamente sono quelli di più basso profilo e generalmente ripetitivi.

Vero è, però, che le diverse attività all’interno di una professione potranno essere “singolarmente” automatizzate, a totale vantaggio della produttività e della qualità del lavoro di ognuno di noi.

Accettando di far evolvere le nostre competenze, imparando l’utilizzo di nuovi strumenti e software basati principalmente su intelligenza artificiale, gamification e elaborazione massiva dei dati, potremo dare un contributo superiore e diventare ancora più indispensabili alle aziende, non per il ruolo che ricopriamo, ma per la professionalità che dimostriamo.

Se ancora non vi ho convinti, ricordate che quando è nato il primo personal computer, i nostri genitori temevano di essere soppiantati da un desktop. Oggi come allora, software e macchine sono uno strumento e non potranno sostituirci finchè avremo chiaro in testa questo concetto.

A tal proposito, noi di InTribe stiamo creando una APP che consentirà di ricevere formazione gratuita e di accumulare crediti (coins) da spendere sempre in formazione. Stiamo lavorando su svariate tematiche in ambito digitale e tecnologico: robotica, sviluppo software, video making, web marketing e molto altro, vuoi salire a bordo del nostro progetto in qualità di Beta-Tester? Subito un regalo per te!

Diventa beta tester della APP Digital Match!

 

 

 

Sabina-Frauzel

 

Sabina Frauzel – mamma blogger dal 2014 e content manager per una storica società di consulenza manageriale italiana.

Il mio ruolo ha il grande vantaggio di abbracciare per sua natura, le mie due inclinazioni, in un certo senso le mie due “anime”: quella umanistica e quella digitale.

Se è vero che molte competenze un tempo date per scontate (come saper scrivere in italiano corretto e accattivante) stanno, al contrario, sparendo, inghiottite dall’analfabetismo funzionale di ritorno,

è anche vero che le sole abilità tradizionali non bastano più: sono sempre più affiancate da quelle innovative come il data analytics o della realtà aumentata, applicate anche a contesti molto “human”.

In Italia si parla ancora di processo di digitalizzazione, quando a brevissimo, saremo invece ad uno step ulteriore, quello cognitivo, che stanno sperimentando grandi aziende come Microsoft (basti pensare a progetti come Watson o le Hololens, già utilizzate a loro volta da altre aziende come il caso Widiba).

Tutti i processi aziendali verranno coinvolti in questa rivoluzione ed è fondamentale arrivarci preparati: può essere a tutti gli effetti un’opportunità di ripresa, ma anche un treno perso, se ci focalizzeremo sulle “minacce” anziché sulle possibilità: come sempre, è la mentalità a fare davvero la differenza.

I dati parlano chiaro: la questione in ballo non è tanto se i robot rimpiazzeranno i lavori (recenti statistiche parlano in realtà solo di un 5% di ruoli rimpiazzabili al 100%).

Il vero punto sono il 60% dei lavori che vedranno nella prossima manciata di anni 1/3 delle attività un tempo manuali, automatizzate grazie alla tecnologia.

E se avremo un terzo di tempo “libero”, diventerà cruciale capire come farlo fruttare e impiegarlo al meglio, concentrandoci su abilità non sostituibili e più strategiche.

Ecco perché, per chi già lavora in azienda, il consiglio che mi sento di dare (e che do in primis a me stessa) è quello di analizzare in modo anche “brutale” il proprio mestiere e capire su quali aspetti vale la pena investire tempo e risorse per approfondire, per studiare, quali le eventuali lacune da colmare (molto utili i corsi online organizzati dalle grandi università americane spesso in partnership con multinazionali, su alcune competenze molto specifiche).

Approfittiamo ora di questo “vantaggio competitivo” che va assottigliandosi: arriveremo a questo scenario in fretta, molto meglio arrivarci pronti, piuttosto che trovarci a tentare di sopravvivere al cambiamento.

 

 

elisa de luca

 

Elisa De Luca – appassionata del web, ho fatto della mia passione il mio attuale lavoro; fondatrice di  Move@bility, un sito per parlare di accessibilità e disabilità con una prospettiva decisamente diversa dal solito.

La “digital transformation” interessa, oggi, sempre più ambiti, determinando la necessità di un cambiamento sostanziale alle modalità con le quali ci approcciamo al mondo che ci circonda.

Questo cambiamento incide sul modo in cui viviamo lo shopping (sono sempre più numerose le statistiche che confermano come, nonostante il gap del nostro Paese rispetto a mercati più maturi, anche in Italia sia sempre più alta la quota di persone che acquistano online, prevalentemente da smartphone) e le interazioni sociali (più della metà della popolazione italiana, ormai, ha un profilo social, come conferma il “re” delle piattaforme di questo tipo, Facebook). Ma è sempre più evidente anche quando consideriamo ambiti più “seri”, come l’interazione con la Pubblica Amministrazione: è sempre più facile richiedere certificati, pagare tributi, etc. direttamente dal computer o dallo smartphone, con notevole risparmio di tempo e denaro.

Ma non è tutto. Il digitale sta determinando una vera e propria “rivoluzione” anche nel mondo del lavoro. Ci s’interroga su quale potrà essere l’impatto di robot sempre più sofisticati e tecnologie come l’intelligenza artificiale (AI) non solo sui processi produttivi, ma anche sulle organizzazioni aziendali e, ovviamente, sull’occupazione. Si moltiplicano i titoli allarmistici del tipo “I robot ci ruberanno il lavoro?”, accrescendo la preoccupazione soprattutto dei lavoratori manuali. Ma anche i cosiddetti “lavoratori della conoscenza” iniziano a non dormire sonni tranquilli, di fronte al diffondersi di tecnologie sempre più in grado, almeno all’apparenza, di ragionamenti complessi e comprensione del contesto (pensiamo, per esempio, ai chatbot, sempre più utilizzati dalle aziende per gestire il customer care su social media e siti istituzionali). Allora, che fare? Arrendersi all’ineluttabile e rassegnarsi ad essere rimpiazzati da umanoidi nel giro di qualche decennio?

No, per fortuna! Per quanti progressi possa fare la tecnologia, ci sarà sempre spazio per la “macchina più complessa” di tutte: l’essere umano. Ad una condizione, però: renderci conto che, in uno scenario come quello in cui viviamo, come recita un vecchio adagio, “chi si ferma è perduto”. Oggi, è impensabile sedersi sulle competenze acquisite anche solo due anni fa: è necessario “hackerare” continuamente le proprie competenze digitali, per restare al passo con le innovazioni che si susseguono a ritmi sempre più sostenuti, in particolare in alcuni settori. Bisogna entrare nell’ottica dell’ineluttabilità dell’aggiornamento continuo, per non rischiare di essere spazzati via dal progresso.

Questo cambio di paradigma non riguarda, del resto, solo i lavoratori, ma le stesse aziende, che, per rimanere concorrenziali, non possono più pensare di rinviare investimenti seri sull’innovazione continua (incluso l’aggiornamento delle competenze dei dipendenti in forze). Non solo. Anche i grandi gruppi multinazionali, per essere certi di potersi assicurare i migliori talenti sul mercato (indispensabili per restare competitivi), utilizzano sempre più spesso modalità di selezione che rappresentano una vera e propria “rivoluzione copernicana” rispetto al vecchio curriculum (cartaceo o digitale che sia): video-cv, video-interviste, AI e  gamification (in parole semplici, l’utilizzo di tecniche assimilabili ai giochi di logica) sono sempre più utilizzati per valutare non solo le competenze tecniche, ma anche le cosiddette “soft skills“, le competenze trasversali dei potenziali candidati, e per rendere più efficiente l’intero processo di selezione. Certo, va sempre tenuto presente che, magari, non tutti sono a proprio agio davanti ad una webcam e, di conseguenza, c’è chi (per le ragioni più diverse) potrebbe non riuscire a dare il meglio di sé in quel contesto (e, viceversa, chi potrebbe apparire più qualificato di quanto non sia, solo in virtù della capacità di “bucare il video”). Perciò, è necessario affinare sempre più queste tecniche. Ma è un dato di fatto che, ormai, indietro non si tornerà. E non è detto che ciò sia un male, anzi! A patto, naturalmente, di essere disposti a rinunciare- pressoché per sempre- alla cara, vecchia (e pericolosissima!) zona di comfort.

 

myserendipity

Tre donne diverse tra loro, professioniste affermate, determinate, caparbie ed un po’ cocciute 🙂 Questi son solo alcuni motivi per cui le ho scelte in questo post a più menti e a più mani. Digital Transformation e collaborazione, a tal proposito se non l’hai ancora letto, non puoi assolutamente perderti: Innovazione ed etica.

La ricchezza risiede nelle piccole cose e nei grandi rapporti come quelli che ho costruito negli anni con queste donne.

Grazie di cuore a Mirna, Sabina ed Elisa che hanno accolto con piacere questa opportunità di confronto e che si sono messe in gioco confrontandosi ad alta voce.

Qual è il mio punto di vista su questa tematica? Lo so che in questo momento ti stai chiedendo questo 🙂

Digital Transformation, gamification, digital skills, etc. non son più parole che spaventano e complicate da pronunciare; sono ormai parte della nostra quotidianità.

Quello che un tempo ci spaventava ed era a noi ignoto, ha con impeto preso spazio nelle nostre abitudini, ed il tutto senza chiederci il permesso e senza spiegarci minuziosamente a cosa stavamo andando incontro.

Mi riferisco anche alla nostra modalità di fare shopping, alla customer experience a, quanto ci piacciono le aziende che sono customer obsessed proprio perchè la maggior parte delle volte il Customer siamo proprio noi.

La tecnologia è il ponte che abilita lo sviluppo ed il crescere del business e dell’innovazione stessa ma alla base rimane sempre l’emozione.

Ho imparato che le persone possono dimenticare ciò che hai detto,

le persone possono dimenticare ciò che hai fatto,

ma le persone non dimenticheranno mai come le hai fatti sentire.
MAYA ANGELOU

E’ indubbio ormai il passo intrapreso dai robot, seguo da sempre le indagini di InTribe ed ho avuto il piacere di esser nella platea all’evento Le Professioni del Futuro edizione 2017.

Non è possibile al giorno d’oggi esimersi dal razionalizzare quello che stiamo vivendo e dall’essere consci che, qualcosa di grande è in atto e noi siamo gli attori. Colgo la positività di Mirna, Sabina ed Elisa nel vivere il tutto come un’opportunità. C’è spazio per tutti in questo mondo ma, convengo anche …

Non è la specie più forte o la più intelligente a sopravvivere, ma quella che si adatta meglio al cambiamento.

 

Non attribuisco alcun autore a questa citazione in quanto sul web ci son troppe diatribe tra Darwin e non … prendiamone l’essenza e cavalchiamo l’onda della Digital Transformation con energia e ritagliandoci il nostro posto nel mondo.

Opportunità?

Sfida?

Presente? Futuro?

Che ne pensi a riguardo? Ti va di divulgare il nostro pensiero e far crescere il confronto tra i tuoi contatti? Se non l’hai ancora fatto, registrati alla box-letter, e condividi questo blog post.

 

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Laura
Donna, mamma, moglie, semplicemente me stessa! Sogno, penso, rifletto, salto nelle pozzanghere e tra le nuvole, vivendo d'emozioni. Tra tecnologia, famiglia e social sharing assaporo ogni emozione, sempre!

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