Siamo al 2° dei miei articoli su yoga e società, e anche oggi parlerò di una curiosa connessione, e alla fine darò un po’ di esercizi per entrare in contatto col proprio fegato e assicurarsi di avere delle abitudini che ne preservino il benessere, su tutti i livelli.

Yoga e Società: tradizionalmente, si sa, il fegato è collegato alla rabbia.

La medicina cinese, però, ci illumina ulteriormente, perché ci dice che in realtà questo organo ha a che fare con tutto ciò che, nella vita, è organizzazione, gestione, controllo e metodicità – e in fondo ha senso: quando il fegato è sotto stress o ha poca energia, non ce la fa a organizzare, gestire e controllare tutto in modo efficiente e metodico e noi sbrocchiamo 😀

Fin qui tutto chiaro, giusto?

Passiamo ai comportamenti promossi o scoraggiati socialmente

Qui la faccenda si fa bizzarra, perché a ben vedere, nella nostra cultura e società, noi abbiamo

  • da una parte, una spinta impressionante a far lavorare tantissimo il fegato: la tendenza alla specializzazione sul lavoro, le giornate piene di impegni che richiedono un’organizzazione e una gestione ferree sin dall’infanzia, un’ammirazione incredibile della capacità di controllare – vengono stimate le persone capaci di fare mille cose in una giornata, settimana o vita; quelle che mettono su strutture mastodontiche che vanno coordinate a suon di stress, e quelle in grado di giovernare grandi masse di persone, quasi fossero una sorta di leaders vecchio stile, tipo condottieri.
  • Dall’altra parte, siamo circondati da persone che continuano a sbottare: crisi di rabbia all’ordine del giorno, livelli di aggressività altissimi anche laddove non serve a niente, o magari è anche controproducente, tilt organizzativi e gestionali a ogni angolo (negli uffici istituzionali ci imbattiamo di continuo in questo genere di situazioni), e deliri di vario grado e intensità, frutto solo dello squilibrio del proprio fegato, per l’appunto – gente convinta di esser circondata da complotti, mezze manie di persecuzione, proiezioni banalissime di un fegato che funziona male, tutto qua 🙂

 

lascia andare la rabbia

Cosa possiamo fare, quotidianamente, per prenderci cura del nostro fegato?

  • Anzitutto, assicurarci che nella nostra routine ci sia equilibrio tra ordine e caos – la pratica dello yoga insegna tantissimo, in questo senso: un giusto mezzo, un po’ dell’uno e un po’ dell’altro, perché il nostro benessere necessita di entrambi.

Quindi, per esempio, qualche giorno con l’agenda piena di impegni, ma anche qualcun altro in cui ci siano lo spazio e l’occasione per oziare, cambiare programma, lasciarsi andare al flusso degli imprevisti.

  • Poi è importante che anche negli ambienti in cui trascorriamo la maggior parte del nostro tempo regni tale armonia: gli spazi troppo disordinati sono stressanti (non si trovano le cose, si riempiono di polvere e l’energia ristagna dove ci sono gli accumuli), ma anche quelli troppo ordinati lo sono (bloccano la creatività, fanno irrigidire perché sembra di doversi muovere sempre con troppa attenzione per assicurarsi di non rovinare la perfezione e, dicamocelo, sanno un po’ di maniacale, in fondo, no?).
  • A primavera, la stagione in cui questo organo viene stimolato da Madre Natura, bisogna consumare i cibi che nutrono il fegato: la cicoria, la curcuma, il tarassaco, la radice di genziana e il cardo mariano sono alcuni esempi.
  • Ascoltare profondamente il proprio corpo, per sentire se si ha la percezione di essere una specie di pericolosa pentola a pressione sempre lì lì per sbuffare o esplodere.
  • Esprimere la rabbia, la frustrazione, l’insofferenza e l’irritazione appena si presentano, e non dopo ore, giorni, settimane o anni.
  • Praticare correttamente le posizioni di yoga per gli organi addominali, come ad esempio Matsyasana (posizione del pesce), Pascimottanasana (posizione di stiramento posteriore), Pavanamuktasana II (una delle posizioni per liberare il vento) e, per le yogini più esperte, Parsva-Halasana (posizione laterale dell’aratro). Ma mi raccomando: con la giusta sensibilità e dolcezza, ed evitando gli eccessi di controllo e perfezionismo, altrimenti torniamo di nuovo punto e accapo 😉

Se ti sei persa il mio 1°articolo su Yoga e Società, recupera subito 🙂

Attendo con gioia i tuoi commenti e ti ringrazio se vorrai condividere questo mio articolo

A presto 🙂

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Ilaria Cusano
Sono Ilaria Cusano, life coach, insegnante di yoga e autrice. Aiuto donne e coppie a recuperare il sorriso, superando la conflittualità maschile/femminile e (ri)trovandosi come anime gemelle, capaci di vivere una relazione felice e di supportarsi a vicenda sotto tutti i punti di vista. Il mio life coaching è creativo: include yoga, meditazione, tantra, viaggi, contatto con la natura, scrittura, tecniche teatrali e comunicazione (verbale e non). Amo ballare, fare magie, l'innovazione sociale, la tecnologia e la sociologia, materia in cui mi sono laureata e che tuttora mi appassiona.
Ilaria Cusano

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7 comments on “Come mi rode il FEGATO!!! [Yoga e Società]”

  1. Ottimo articolo! Esprimere le emozioni negative spalanca il portone alla serenità, sempre che si sappia come farlo. Certo, si potesse evitare di accumularle sarebbe meglio, ma, si sa, sarebbe troppa grazia.

  2. Beh, Nick, secondo me non bisogna rassegnarsi: esistono 1000 modi (che io nei miei corsi insegno) per imparare ad “andare in diretta”, come diceva una mia cara amica 😀 Anche se ci siamo abituati a trattenere certe emozioni, non vuol dire che debba essere per forza così, o essere così per sempre 😉

  3. Entro l ‘anno seguirò una lezione di yoga , se ne parla molto spesso in rete e non solo e in questo blog Ilaria parla di questa “arte” ( è un’arte, una disciplina ? Vorrei davvero conoscere di più ) come se davvero aiutasse ad affrontare la vita di ogni giorno ! So che Riconoscere le emozioni sia fondamentale così come rielaborarle ma lavorarci su per bene con lo yoga sarebbe un’acquisizione non da poco! Vera e propria “metodologia di lavoro”. Grazie per questo post ?

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