Educazione Digitale, cos’è? Perché oggi più che mai è importante conoscere e comprendere? La conoscenza rende liberi! Oggi concedo spazio a Rachele Zinzocchi. Ci racconta con cura e soprattutto con cuore del suo progetto, volto all’educazione digitale. Ho apprezzato fin da subito la sua energia e la sua tenacia nel trasmettere quello in cui crede, proprio per questo lascio la “tastiera” a lei, affinché si racconti, ci racconti …

Il Digitale Utile, l’Utile del Digitale
La Rete? Uno strumento. Come usarla bene, per il bene, senza rischi

Educazione Digitale: i nostri figli al centro

Cullavo questo sogno da lungo tempo: oggi finalmente sta per divenir realtà.

Di che parlo? Del Progetto #Digital #Education: un’iniziativa frutto di un’elaborazione di anni, passati nella frequentazione quotidiana della Rete sul piano professionale e personale, vivendo ogni attimo al ritmo del battito delle community online – tra esperienza sul campo, rielaborazione costante delle lezioni apprese in strategie, ogni volta sperimentate nella pratica e così via via perfezionate – nella perenne, e non meno importante, traduzione di tutto ciò in insegnamenti pratici, Tips&Tricks pronti all’uso, che al bisogno ti salvano la vita.

Esempi? Te ne faccio uno tra mille, tra i più indicativi – anzi due.

Era il 2013 quando – appena avviata su TechEconomy la mia rubrica #SocialCare – pubblicavo alcuni dei miei tanti pezzi sulla centralità del Social Caring, da realizzarsi però sempre con consapevolezza, responsabilità, intelligenza: di un «Comunicare—Coinvolgendo-E-Curando» i propri contatti in rete con tutto il «Cuore», sì, ma proprio perciò anche con la maturità di saper riconoscere chi davvero necessita d’aiuto e chi, invece, è lì solo per cercar rissa.

«Il porger l’altra guancia non sia sterile», ero solita ammonire: non si vadano a disperdere energie preziose per chi, invece, va assistito e preso per mano. Ancora, solo qualche settimana più tardi, sempre più allertata su un fenomeno che di giorno in giorno vedevo crescere sotto i miei occhi, titolavo un altro pezzo «Don’t Feed The Troll!»: suonando il campanello d’allarme più forte, come negli anni ho sempre continuato a fare tra articoli, post, speech, presentazioni e pubblicazioni ufficiali, sulla centralità di una nuova «Educazione Digitale», «Educazione Civica Digitale».

Già allora scrivevo: «La realtà è semplice: “Houston, abbiamo un problema”.

Da risolvere globalmente definendo una educazione digitale che, nell’era 3.0, s’impari a scuola come l’educazione civica o l’educazione in generale, o che si reimpari sussumendola nel proprio bagaglio di formazione.

Una educazione civica digitale […]». Per concludere così: «La Social Education è tutt’uno col #SocialCare e col mio generale essere social».

Gli esempi, però, affonderebbero nella notte dei tempi: sin dai miei primi anni di «discesa in campo social» – al principio quasi casuale. Subito compresi, però, le potenzialità in termini di business di social network e social media, che già nel 2007 iniziarono ad esser per me un «lavoro». Quando in Italia Facebook era ancora, per le masse, «questo sconosciuto» e giusto un amico americano, un giorno, mi apostrofò: «Sai come si chiama quello che fai tu? Tu sei una Social Media Manager». «Ah, ok», risposi io: un po’ stupita, forse, ma certo già abbastanza addentro da aver intuito, insieme al potenziale, alle «luci», anche le ombre che questo mondo social, se non ben usato, portava in nuce con sé.

Perché allora solo adesso il lancio del progetto? Prima non mi sarebbe stato possibile, causa sovrapposizione d’impegni di lavoro: anche se tanto avrei voluto.

Oggi, invece, le cose sono diverse. «Ma perché ora-proprio-ora?», mi chiederai!

Semplice: per la richiesta giuntami dal mondo stesso della Rete, ormai del tutto esplicita e fattasi davvero non più procrastinabile. Per la domanda – un dovere morale e civico non più rinviabile per me – di tante mamme e famiglie online (ma anche offline), che avvertono oggi anch’esse l’urgenza, l’emergenza sociale di una chiara coscienza e conoscenza della Rete. Di una Educazione Digitale per mamme e papà (non solo, ma in primo luogo), per i nostri figli: che sono il nostro domani, il nostro oggi.

educazione digitale

Da questo e molti altri dettagli raccolti nel corso degli anni nasce il mio progetto, volto a portare valore e consapevolezza.

Esiste un lato oscuro del web, ma, è’ importante chiarire che Internet non è unicamente Facebook; Internet è WhatsApp, è YouTube, è un game online etc. Meglio quindi conoscere ogni aspetto: cybercrime,  stalking, cyberbullismo, sexting esistono davvero e, la vittima tendenzialmente non comunica quello che sta passando, a meno che, con consapevolezza non si abbia instaurato un elemento di dialogo. L.Volpi

Ecco così spiegata la genesi di questo mio Corso di Formazione di Educazione Digitale: «Il Digitale Utile, l’Utile del Digitale. La Rete? Uno strumento. Come usarla bene, per il bene, senza rischi» (qui link per iscriversi http://www.educazionedigitale.info/). Un progetto nato dal mondo digitale, contro i suoi rischi, e in ciò alcol e per il digitale, e che, pur con umiltà, ho l’ambizione – auspico fondata – di definire la prima e unica iniziativa davvero innovativa nel campo, con l’obiettivo di cambiare le cose dal profondo. Non a caso è ideato ed elaborato come format nazionale, roadshow con tappe in tutta Italia per il 2017. Il debutto ufficiale è fissato per sabato 17 dicembre, nella prestigiosa sede di Tim Space a Milano.

Perché parlo d’innovazione? Anche qui, mi permetto – sommessamente ma convintamente – di dire che si tratta del primo vero, nuovo Corso sul tema all’insegna di 3 concetti chiave mai declinati in questa veste:

  1. «Responsabilità» di avviare con coraggio un percorso di rinnovamento, innovazione e rottura degli schemi precostituiti nel segno di un’autentica, matura consapevolezza.
  2. Di che cosa? Della Rete e del mondo digitale come Strumento, non buono né cattivo in sé, ma in base all’uso che se ne fa.
  3. A qual fine? Per Aiutare tutti – famiglie, genitori e figli in primis, ma anche «addetti ai lavori» e manager, consulenti e aziende, professionisti e persone che semplicemente frequentino (o non ancora) la Rete, così come esponenti a ogni livello del mondo culturale, economico, politico e sociale – ad acquisire e far acquisire competenze e mezzi, nuove attitudini mentali e abitudini pratiche per un uso intelligente, sicuro, proficuo del mondo digitale: Internet e Websocial networksocial media, in generale il mondo tecnologico col suo universo di apparecchi, parte ormai integrante di uffici e case, del nostro modo di pensare e persino di vestire. Scopo, imparare ad Aiutarci nel digitale e grazie al digitale, agli strumenti che, se ben usati, esso offre: a vivere un digitale utile, etico, usato bene per il bene, che così sprigionerà la sua utilità e proficuità per la vita nostra e dei nostri figli.

Un corso, dicevamo, nato dal mondo digitale e contro i suoi rischi: i pericoli che un approccio ingenuo, immaturo, candido e infantile al digitale, alla Rete e al mondo hi-tech – dunque un loro uso inappropriato – può ingenerare a livello sociale, culturale, educativo anzitutto, nonché economico e politico.

Un corso che però, proprio per questo, vuol essere alcol e per il digitale: finalizzato a scoprire come usare bene Rete e mondo hi-tech, avvicinandoci insieme al digitale, individuandone gli usi più efficaci tramite cui crescere e migliorare noi, la nostra famiglia, i nostri figli, la società, per salvare alla fine il digitale stesso e noi con lui. Per dar cioè il meritato (ma equilibrato) rilievo a tutte le luci (al netto delle ombre) che questo mondo porta con sé e che possiamo, dobbiamo, metter a frutto per noi.

I contenuti, le strategie e tattiche che il corso intende trasmettere si fondano, infatti, su un solo, ma del tutto innovativo, concetto cardine: Rete, Web, Social Network, Social Media sono strumenti.

10 anni fa, i primi scoppi di entusiasmo collettivo. Nel 2009 si arrivò persino alla candidatura di Internet al Premio Nobel per la pace, avviata da Riccardo Luna, allora direttore di Wired.

Negli anni poi un’onda di segno contrario, non meno pericolosa: anche sullo stimolo di una cronaca sempre più concitata, rilanciante notizie drammatiche sulle conseguenze di un uso distorto, quando non criminoso, della rete, sale la tendenza a condannar il mondo online, la tentazione di censurarlo, di chiudere, controllare, manipolare la Rete.

Per evitar la trappola degli eccessi opposti – entrambi inutili ma ancor più dannosi – cautelandosi dai pericoli insiti nei nuovi media e sfruttandone però i benefici, corre l’obbligo oggi di comprendere che il digitale è uno strumento: non buono né cattivo in sé, ma tale in base all’uso che se ne fa. Come un martello: utilizzabile per il bene – per appenderci un chiodo – o per il male – per uccidere qualcuno. Non dunque con entità astratte e superiori – libertarie e democratiche per alcuni, armi del demonio per altri – abbiamo qui a che fare: bensì con mezzi potenzialmente assai proficui anche e proprio a scopo educativo.

Peccato, però, che l’uso fattone sinora si sia invece rivelato spesso pessimo.

educazione della rete

Se vogliamo che il digitale esplichi le sue potenzialità, urge una nuova Educazione Digitale che reinterpreti la parola detta e scambiata in Rete come dialogo, colloquio autentico: come una condivisione di esperienze utili-per la persona, l’amico che abbiamo dinanzi online. Un Digitale Utile come strumento che, se usato bene, per il bene, aiutando e aiutandoci con responsabilità, autenticità, affidabilità – prudenti e vigili su chi riteniamo «amici», ma lontani da odi pregiudizievoli e atteggiamenti miopi – mostri tutto l’Utile del Digitale: per tutelare genitori, famiglie, figlitutti noi – dai danni derivanti tanto da ingenue passioni quanto da cieche e spesso fraudolente condanne della Rete.

Per iscriversi al Corso, sarà sufficiente cliccare sul sito ufficiale  http://www.educazionedigitale.info/ e seguire i passaggi indicati.  Insomma, sono o no la «teorica» dell’Help-Marketing? «Helping You Help & Be Useful To Succeed in Business & Life» è la mia mission dichiarata: se non ti aiuto io… Ti aspetto!

Rachele Zinzocchi
Helping You Help & Be Useful To Succeed in Business & Life
Digital Strategy R&D Consultant, Public Speaker, Coach, Author

a cosa non deve mai rinunciare una donna

Ringrazio Rachele per avere condiviso con noi il suo progetto. Trovo l’educazione digitale sia alla base della nostra presenza online, e ancor di più di quella dei nostri figli. Il web, questo mondo infinito che, tanto offre e tanto toglie. Sono appassionata di questa vita, della vita vera, reale, del guardare le persone negli occhi e di curare le relazioni e il proprio personal brand anche sul web ma sempre con consapevolezza e ricordandosi che, la vita, quella vera “accade” offline.

Vivo il web e la tecnologia come mezzi per valorizzare il proprio potenziale e mettere il tutto a fattor comune con gli altri, adoro bermi un semplice caffè chiacchierando non solo via “digitale” ma, sono anche una mamma che nonostante il bagaglio professionale nell’ICT, si aggiorna quotidianamente sulle dinamiche della rete per essere una presenza consapevole nella vita dei miei figli.

E tu? come vivi tutto questo? Se non l’hai ancora fatto, registrati alla newsletter per ricevere contenuti speciali e dedicati direttamente nella tua casella di posta 😉

A presto!

The following two tabs change content below.
Alloro
Donna, mamma, moglie, semplicemente Alloro! Sogno, penso, rifletto, salto nelle pozzanghere e tra le nuvole, vivendo d'emozioni. Perchè scrivo per MySerendipity ? Perchè non è un semplice blog, è vita, anche la MIA!

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *