In questo terzo articolo della tematica Educare Zen « vorrei diventare una mamma che non strilla », parlerò della differenza tra sanzione e  punizione e impareremo ad elaborare delle sanzioni. Sei pronta?

Sanzione o punizione: cosa “adottiamo” con i nostri figli?

 

sanzione o punizione

Prima di tutto, cos’è una punizione?

Quando mettiamo i nostri figli in punizione, lo facciamo spesso perché ci fanno arrabbiare o perché abbiamo avuto paura. Cosa vuol dire? Ti faccio un paio di  esempi:

  • Mio figlio ha attraversato la strada senza guardare e  ho avuto una grande paura perché poteva farsi schiacciare da una macchina.
  • Mio figlio ha disegnato sul divano del salone con il pennarello nero, sono molto arrabbiata.

In queste situazioni, possiamo essere sommersi dall’emozione: il rischio è che imponiamo una punizione ai nostri bambini in base all’impatto che il loro comportamento ha avuto su di noi.

In questi casi usiamo le nostre reazioni: agiamo in base a quello che abbiamo provato e non in rapporto con il comportamento del bambino.

La punizione non è giusta perché la nostra reazione dipende dalle nostre emozioni, dal nostro umore, dal nostro stress e dalla nostra stanchezza: le giornate in cui siamo più stanchi, ci arrabbiamo più facilmente, siamo meno tolleranti con i nostri figli e li mettiamo più facilmente in punizione.

Le punizione non hanno un rapporto diretto con il comportamento dei bambini e non hanno nessun ruolo educativo. Per cui, sarebbe meglio proporre delle sanzioni.

Come stabilire delle sanzioni?

Una sanzione è la conseguenza diretta della trasgressione di una regola:  il bambino non ha rispettato una regola essendo a conoscenza delle conseguenze e della sanzione.

Per far si che la sanzione sia giusta, è importante assicurarsi che il bambino sappia in anticipo la regola da rispettare (principio di prevenzione)  e quale sarà la sanzione se non la rispetta.

Significa che la sanzione non può essere applicata ai bambini piccoli che non sono in grado di comprendere le regole e le sanzioni legate a queste regole.

E’ importante proporre una sanzione che può essere percepita dai bambini in base alla loro età, alla loro maturità e al loro sviluppo. Quest’ apprendimento non può iniziare prima dei 2 o 3 anni. Evidentemente, prima è importante da parte dei genitori  farsi rispettare grazie all’acquisizione del « no » e alla trasmissione di regole.

A questo proposito ti consiglio una lettura: I no che aiutano a crescere

Lo scopo della sanzione è educativo e dunque costruttivo : permette l’apprendimento delle regole di vita in società. Per cui, non deve avere un effetto umiliante. La punizione può avere  un effetto negativo sui bambini che  possono essere inclini a rispettare la regola per paura di essere umiliati, a sottomettersi o a sviluppare un comportamento di rivolta nei confronti dei genitori.

Finalmente, per avere un vero obbiettivo educativo, la sanzione dovrà essere in coerenza, ovvero avere  un rapporto con la violazione della regola. E’ forse il punto più difficile perché  in quanto genitori che siamo, dobbiamo provare ad usare fantasia e creatività!

Ecco alcuni esempi pratici:

  • Se la regola a casa è di non deteriorare i mobili, in caso di violazione della regola, la sanzione potrebbe essere di riparare il danno fatto.
  • Se un bambino ha rotto una mattonella, anche se ha solo 8 anni, può essere sanzionato chiedendoli di sbrigare le  pratiche per cambiarla: andare in un negozio o comprarla con i suoi soldini…. sempre accompagnato da un genitore. Così, imparerà il principio di realtà : sarà in grado di misurare la portata dei suoi gesti e le conseguenze per riparare.

E’ dunque importantissimo immaginare che siano ben in rapporto con la regola non rispettata per dare alla sanzione un vero senso educativo.

Una volta che avrete fissato le regole e le sanzioni, è consigliato di applicarle per dare sicurezza ai vostri bambini ed aiutarli a crescere.

mamma & figli

E tu, come riesci a gestire questi momenti di crisi? Riesci a distinguere bene l’approccio “sanzione o punizione?”.

Nel prossimo e penultimo articolo della serie Educare Zen, parleremo di come risolvere i conflitti tra genitori e bambini.

Per ora ti ringrazio per il tempo che mi hai dedicato, spero condividerai questo articolo con le altre mamme e se ti fa piacere, lascia un commento; sarò felice di risponderti!

A presto

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My Baby Planner
Sono Amelie Kerrouche, Baby Planner & Party Event Designer. Aiuto le famiglie proponendo consulenze e servizi in perinatalità, dalla gravidanza fino ai tre anni d’età dei bambini. Essendo attenta al mio stile di vita, ho deciso di specializzarmi con My Baby Planner nelle alternative “green”, più naturali e rispettose dei bisogni dei neonati e della mamma. Immagino, creo e organizzo anche feste, candy bar e sweet table sempre legati al meraviglioso mondo dell’infanzia. Quando ho un po’ di tempo, adoro disegnare, dipingere, creare e cucinare.

6 Comments on Sanzione o punizione ? [educare zen]

  1. Tempo fa ad un corso di aggiornamento sul l’aggressività dei bambini al nido si parlava proprio di questo, delle sanzioni, molto più educative delle punizioni.
    Concordo con te!
    Ovviamente vanno rapportate all’età dei bambini! 😉

  2. Grazie per gli importanti spunti di riflessione che dai nell’ottica zen che appunto non è lasciar fare tutto ma porre limiti giusti a seconda del bambino e aiutarlo in una crescita dolce

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