Oggi si conclude la serie “Educare Zen” che spero ti sia piaciuta e che ti sia stata utile. Come sai, i bambini hanno questa formidabile capacità di essere “delle spugne” e riescono a adottare buone abitudini in fretta. Ma come comportarsi quando hanno deciso di fare da testa loro?

E’ importante sapere che tra i 2 e 5 anni, i bambini si oppongono  regolarmente alle richieste dei loro genitori. Certo, è uno dei passi necessario per la costruzione della loro identità: iniziano a affermare la loro personalità e a differenziarsi da noi. Ma come gestire i “no”, i “non voglio”, i “non hai il diritto!” … usando un tono perentorio e senza appello?

Personalmente, mi sono resa conto che in questi casi, alzare la voce non ha mai grande successo.

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Educare Zen: 4 soluzioni per gestire i vostri bambini al meglio

1 . Distrarre

Si tratta di portare l’attenzione del bambino in un posto diverso da quello dove si trova la difficoltà.

Esempio:

Hai appena  rifiutato a tuo figlio di guardare un cartone animato …ed è scattato il dramma, i pianti  non  finiscono più oppure si adira a non finire.

A questo punto, è importante ascoltare e confermare l’emozione del tuo bambino : “Si, vedo che sei molto triste/arrabbiato. So benissimo che avevi tanta voglia di vederlo e che è difficile per te di accettare che mamma abbia detto di NO.”

 (a tal proposito ti consiglio anche questa lettura: I no che aiutano a crescere )

Una volta che avrai gestito la frustrazione in corso, potrai proporgli cosa. E’ inutile insistere sulla sua delusione. Puoi proporgli un’altra attività semplice; guardare  gli uccelli sull’albero di fronte casa, cantare una canzone … Questo, permetterà lui di superare la frustrazione e, inizierà a gestire le sue emozioni, passo dopo passo.

Attenzione però a non lasciare troppo in fretta l’emozione da parte e di ben rispettare il momento d’ascolto del bambino prima di passare ad un’altra cosa. In effetti, è importante per lui di vivere la sua emozione per poter andare avanti.

2. Utilizzare un’alternativa giocosa

Consiste a trasformare qualcosa spiacevole o vincolante in una cosa simpatica.

Esempio :

E’ l’ora del bagnetto ma questa volta  rifiuta categoricamente di farlo… non c’è verso. Puoi inventare un gioco per arrivare fino al bagno. Proporgli di fare una gara, di andarci con la sua macchinina, portare 2 o 3 giochi per l’acqua o nasconderti in bagno e chiedergli di trovarti….

E’ incredibile vedere come le cose si semplificano subito quando siamo sulla stessa onda di nostro figlio: la fantasia e il gioco.

3. Negoziare

Tutto non si può negoziare ma, tante cose si. Significa per noi adulti, dimenticare un’ attimo il nostro ruolo di adulto potente, di accettare i desideri dei nostri figli , che possiamo anche accedere alle loro domande e ripensare un po’ alle nostre esigenze.

Esempio:

Mio figlio rifiuta di vestirsi, vuole fare colazione prima. Posso accettare la sua richiesta, come quella di mettere una maglietta gialla invece di una maglietta blu.

I nostri figli hanno tanti obblighi, chiediamo loro di alzarsi, di andare l letto, di pranzare a certe ore, di andare a scuola, di comportarsi bene a tavola….. Non possiamo aspettare che ci obbediscono perennemente.

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Quando è possibile, potete provare a negoziare qualcosa, il compenso per un bimbo è la miglior gratificazione davanti ad un suo successo. In questo modo, lo gratificherai e lo farai sentire importante, il suo parere e quello a cui tiene son importanti per te e tu, inizi a dargli valore.

4. Lasciare andare

Quando la situazione non può cambiare, l’unica soluzione che rimane è lasciare stare e andare avanti. E’ sempre meglio che stargli sempre addosso.

Esempio:

Tuo  figlio non vuole mangiare nonostante le tue richieste… E’ meglio lasciare stare, non forzarlo altrimenti il cibo potrebbe diventare fonte di conflitto.

Succede spesso il caso contrario: quando lasciamo stare, la situazione si sblocca. E’ importante relativizzare la difficoltà o il conflitto, ma soprattutto la gravità o meno della cosa.

A questo punto, la nostra attitudine deve essere autentica: se fai finta che hai lasciato andare la situazione ma in realtà ci stai ancora pensando, tuo figlio potrebbe percepirlo e rimanere così in un atteggiamento di opposizione. Lasciare stare significa pensare sinceramente : “OK, non mangia/non mette i suoi giocattoli a posto/ non si mette la giacca … ok lo accetto, non voglio adirarmi, non voglio sgridarlo … accetto qui ed ora che è cosi’.

(La Mindfulness è davvero di supporto come mindset in queste situazioni)

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A differenza di quello che possiamo pensare, questi metodi non sono stancanti, richiamano il bambino felice e creativo che siamo stati e che abbiamo bisogno di ritrovare.

Vi invito a partire alla ricerca del vostro “bambino interiore” per poter vivere con i vostri figli un quotidiano fatto di risate e giochi.

Basta guardarli e ispirarsi di loro!

Esistono tante altre soluzioni per gestire le situazioni difficili con i bambini. Aspetto i tuoi commenti e altri esempi  per avere nuove idee. 🙂

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My Baby Planner
Sono Amelie Kerrouche, Baby Planner & Party Event Designer. Aiuto le famiglie proponendo consulenze e servizi in perinatalità, dalla gravidanza fino ai tre anni d’età dei bambini. Essendo attenta al mio stile di vita, ho deciso di specializzarmi con My Baby Planner nelle alternative “green”, più naturali e rispettose dei bisogni dei neonati e della mamma. Immagino, creo e organizzo anche feste, candy bar e sweet table sempre legati al meraviglioso mondo dell’infanzia. Quando ho un po’ di tempo, adoro disegnare, dipingere, creare e cucinare.

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